(VI) Lo scuolabus

La fermata era a "Lagno Maddalena"! Una zona di confine tra Madonna dell'Arco e Pollena Trocchia, praticamente sono nato e cresciuto in quel posto. Tutte le mattine, mia madre, come di consueto, mi accompagnava alla fermata. Mentre lei, continuava ad aggiustare il mio grembiule blu, o il fiocco venuto male, io maledicevo Garibaldi, perche sentii da qualcuno, che proprio Lui, avesse inventato la scuola! "O' pulmann" arrivava intorno alle 8. Aveva due fanaloni che sembravano due occhi e la calandra simile ad una bocca famelica pronta a mangiarti. "O' pulmann" era sempre carico di puzze. Guidato da un certo "Rocchino", che era quasi sempre mezzo addormentato. Girava alla rotatoria del Santuario di Madonna dell'Arco, per poi ripassare a Lagno Maddalena, Quindazzi e infine giungere a Pollena Trocchia: sede della scuola. Tutto il tragitto, sotto lo sguardo occhialuto della monaca.
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# Posté le dimanche 20 septembre 2009 07:15

(V) Suor Pia

Le elementari, il trampolino di lancio! Fui fortunato ad avere una suora come Suor Pia! Era magrolina, camminava con passo veloce e aveva una voce delicata. Quando camminava nei corridoi della scuola, sembrava scivolasse! Era malata di cuore, e per un anno, se ricordo bene la quarta elementare, si alternava con una supplente. Suor Pia era molto paziente con noi, specie con me. Lei suonava anche il pianoforte, e mi faceva cantare nel coro. Un giorno litigai con Ferdinando, un mio compagno di classe, e gli ruppi gli occhiali. Lei seppe essere molto dura. Oltre a far pagare gli occhiali a mio padre qualche giorno dopo, mi fece dare un ceffone sul culo da tutta la classe. Però la monaca mi spingeva al disegno, sapeva della mia qualità, e mi incitava. Poi c'era suor Concetta. La suora che ci accompagnava nello scuolabus, di Lei ricordo solo gli occhialoni i Gloria Padre, e gli schiaffoni!
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# Posté le dimanche 20 septembre 2009 07:10

(IV) La vecchia casa!

Praticamente ho vissuto in quella casa, da quando avevo 4 anni, fino ai 18. Ricordo quel portone pesantissimo, fatto di legno massiccio, sempre aperto. Noi salivamo dalle scale a sinistra, passavamo davanti alla casa di zi Andrè e della nipote Cristina, poi la lunga balconata, e in fondo abitavamo noi. Sotto il cortile. C'era pure una vecchia stalla abbandonata, i condomini del cortile la chiamavano "o' casone". In un angolo del cortile, mio padre fece un pollaio. Io e mia sorella davamo un nome a tutti i galli e le galline che ci stavano. Dall'altra parte della "curtina" abitava Vicenza e il marito Michele o' bidello, i genitori di Nunziatina. Avevamo anche un cane: Dik. Un bastardino che mio padre un giorno portò a casa da dove lavorava. Un giorno Dik mi diede un morso, e mia madre, dalla paura, lo diede ad un nostro parente che abitava in campagna. Avevamo anche due gattini, uno rosso e uno grigio, tutti e due si chiamavano Camomilla. Poi c'era il giardino. Sempre chiuso con un cancello arrugginito, e invalicabile. Spesse volte, Ciccillo o chianghier', ci teneva le vacche che macellava ogni lunedì. Quel cancello, sempre chiuso, mi incuriosiva. Passò del tempo, e un giorno lo scavalcai! I primi anni che abitavamo nella curtina, Luig o' uerro, faceva "o marcamentro della frutta. Luig' gestiva anche un circoletto, proprio sotto la nostra luggetella.
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# Posté le vendredi 18 septembre 2009 09:53

Modifié le samedi 19 septembre 2009 02:45

(III) Qualche tempo prima!

Suor Alessandrina. Una Suora Domenicana doc! Ha curato i miei primi anni di vita, sostituendo in parte mia madre. Ho fatto l'asilo e le elementari in un Istituto Parificato, dalle Suore Domenicane di Pollena Trocchia, il paese dove sono nato. Dell' Istituto Domenicano "San Tommaso D'Aquino", a parte le monache e i compagni di classe, ricordo l'odore del muschio che ricopriva il muretto e le scale che portavano sul giardino umido e adombrato da piante altissime. E poi quella fontanina, e lo zampillo d'acqua che usciva, freddo. Costante! E poi ricordo Sabina la bidella, secca occhialuta e zitellone. Suor Alessandrina, bassina e cicciottella, la Suora che capì da subito la mia strada, quello che non capirono, nemmeno successivamente i miei genitori. "Cap' e pezz'", come io la chiamavo affettuosamente, capì che ero tagliato per il disegno e la pittura. I miei genitori, non lo capirono. Nemmeno successivamente!
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# Posté le jeudi 17 septembre 2009 07:44

Modifié le jeudi 17 septembre 2009 17:16

(II) Girùùùùù

"Giruuuuu!" La voce di mia madre, dal balcone che dava nel cortile della vecchia casa, mi ricordava che era l'ora, e che dovevo andare. Il pranzo era pronto. I legumi erano pronti. Ormai anche le maestre della scuola elementare, al di là del muro, sapevano dell'ora certa. Le 13. Era il periodo delle scuole medie, quando si aprivano il 1 ottobre, e si finiva di capirci qualcosa a giugno. Quando "i quadri" erano, per me e per altri amici, una lotteria. Era il periodo che iniziavo a separare i sogni dalla realtà, il buono dal cattivo, iniziavo a guardare le gambe delle insegnanti, e a buttare a terra la penna per vedere meglio! Sentivo i primi pruriti, e poi le cotte. Iniziai pure a fumare! Non so perchè, però lo feci. La sigaretta mi faceva grande, e un pò cattivo. Mia madre continuava a chiamare "Cirooooo ... Giruuuuuuuuuuuu ..." Erano le 13 in punto, e anche le maestre lo sapevano.
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# Posté le jeudi 17 septembre 2009 07:40

Modifié le jeudi 17 septembre 2009 17:16