(XVI) I Lunedì in Albis

La sera prima non dormivamo mai, tanta era l'ansia e l'attesa, per il Lunedì in Albis! Nella vecchia casa avevamo un balconcino che dava su via Arco, e tutta la notte sentivamo montare le bancarelle. Mia sorella ed io, eravamo felicissimi. Pensavamo cosa comprare. Scendevamo di mattina presto con nostro padre. Per prima cosa, compravamo una paglietta, e ci appendavamo qualche medaglina. Poi una trombetta, quelle di stagnola. E poi un bel paia di occhiali. Nostro padre comprava un rullino fotografico bianco e nero, e ci faceva un sacco di fotografie. Nostra madre affacciata alla loggia ci guardava da lontano! Poi anche lei scendeva, e andavamo fuori "la luggetella" da nonno Carminiello, e lì trovavamo anche nonna Archetta, la madre di mia madre. Poi venivano anche altri parenti, e si faceva festa tutto il giorno, tra casatielli e tortani!
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# Posté le samedi 10 octobre 2009 10:59

(XV) Nonno Carminiello

Nonno Carmine. Il padre di mia madre. Aveva fatto la I Guerra Mondiale. Era stato Caporal Maggiore, della Regia Cavalleria. Nonno Carmine era alto, aveva i capelli bianchi e occhi di un grigio chiaro. Raccontava spesso della guerra, delle sue avventure. Lui non volle fare il militare nei Carabinieri, per non fare 3 anni di leva; invece gli toccarono 7 di naia, guerra compresa. Lui era stato decorato Medaglia d'Oro, ed era Cavaliere di Vittorio Veneto. Al nonno piaceva il vino e il gorgonzola. Aveva avuto tre amanti durante il servizio militare a Casale Monferrato. Rosa, Gaeta e Luigia! Appassionato di caccia e ottimo sparatore, spesso andavo con Lui. Zi' Carminiello, così lo chiamavano, era il benvoluto nelle masserie. Nonno Carminiello, a caccia, consumava più vino che cartucce!
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# Posté le samedi 10 octobre 2009 10:09

Modifié le samedi 10 octobre 2009 10:55

(XIV) Giochi

Raramente compravamo giocattoli. Le "pazzielle" le costruivamo noi. Tre o quattro cuscinetti, una tavola di legno, e tanta fantasia. "O' carruociolo" sfrecciava con i nostri culi e i nostri sogni, lungo la strada a Lagno Maddalena, ricevendo non raramente, qualche imprecazione o secchiata d'acqua. E poi c'era il "chirchio". Un cerchio di ferro di botte, fatto rotolare con la mano, o con un'asticella. Quante corse con gli amici. Una volta stavamo sulla stazione di Madonna dell'Arco, in cima alla salita, proprio di fronte al Santuario. Il "chirchio" prese velocità e non potetti più controllarlo. Entrò in chiesa. Io scappai di corsa. Quel "chirchio" fu un "chirchio" perso! Poi c'erano "e' friccill', o' strummol', e' catenell', e' ppallin', e' giocator' e l'uoss' 'e cresommal'" C'erano anche giochi senza giocattoli. "zachet, uno monta a luna, o schiaff', acchiappà, le belle statuine, regina reginella e a campana"! Poi c'era la fantasia. Tanta! I pantaloni corti, proteggevano poco le ginocchia. Le mie erano tutte spataccate. E poi spesse volte si andava scalzi, i miei non volevano. Però ci andavo lo stesso! Andavamo a giocare nel Lagno. I giochi seguivano un po le mode, i periodi! Il periodo dei friccilli, e tutti avevano i friccilli. Il periodo dei giocatori, e tutti avevano i giocatori Il periodo degli "strummoli", e tutti avevano gli "strummoli". Li coloravamo, li modificavamo. Per farli ruotare di più, sfilavamo la punta, e gli infilavamo dentro la cacca di galline o le mosche. E poi c'era lo "spaccastrummoli", far girare uno "strummolo" su di un altro, oppure far girare lo "strummolo" sulle mani. Insomma non mancava la fantasia e l'inventiva. A proposito di spaccare, un giorno mentre giocavo con mia sorella, con il "carruociolo" mi spaccai i denti davanti. Che pianto mi feci! E che dolore!!
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# Posté le samedi 03 octobre 2009 07:44

(XIII) Zi Giorgio

Quante gliene abbiamo fatte a zì Giorgio! "Zi Giorgio o lampion'", lui un vecchio, magro, alto e senza un capello in testa, dava una mano nel bar di zia Lisina. Curava un pò tutto. Aggiustava i bigliardini, serviva qualche caffè nella sala gioco, spazzava. Ma principalmente ci subiva! Lui ad oliare le canne del bigliardino, e noi a sputarci sopra. Lui ad aggiustare le sedie, e noi a spostarle. E zi Giorgio, con quelle scarpe 47, piene di piedi e calli, ci rincorreva, bestemmiando santi e madonne che solo lui conosceva! La sua arma infallibile: avvisava mio padre delle stupidaggini che facevo! L'ossuto vecchio, ci raccontava della guerra in Albania. Zi Giorgio o' lampion', non era sposato!
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# Posté le vendredi 02 octobre 2009 10:20

(XII) Altri venditori ambulanti

"Pasquale o' cusetor'" vendeva cotone e aghi. Lui, capelli bianchi e curvo sul triciclo, pedalava spingendo un enorme cassone verde oliva, quello era il suo negozio. "Pasquale o' Cusetor'" capelli bianchi, volto rassegnato, aveva a che fare con le donne. E poi c'era "Pepp'". Lui vendeva pizze in inverno, e gelati in estate. Aveva una vespa con sidecar di color crema. Una volta "Pepp" prese a calci la vespa, perchè bucò una ruota! E poi il venditore di cipolle, non ricordo il suo nome, ma ricordo il colore della sua giacca, era dello stesso del sacco pieno di cipolle che portava legato alla schiena. Il suo volto scavato dalla fatica, e gli occhi rossi di lacrime, dovuti all'esalazione della sua merce! "Fresch' fresch' e tunninel'" gridava, mentre il ciuccio portava il suo stesso passo, basso di statura e cicciottello con dei baffetti, sembrava un personaggio dei fumetti, vendeva frutti di mare. "Aulive e Gaè" magro e occhialuto, con una voce singolare, lui vendeva olive e capperi!
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# Posté le samedi 26 septembre 2009 09:41