Raramente compravamo giocattoli. Le "pazzielle" le costruivamo noi. Tre o quattro cuscinetti, una tavola di legno, e tanta fantasia. "O' carruociolo" sfrecciava con i nostri culi e i nostri sogni, lungo la strada a Lagno Maddalena, ricevendo non raramente, qualche imprecazione o secchiata d'acqua. E poi c'era il "chirchio". Un cerchio di ferro di botte, fatto rotolare con la mano, o con un'asticella. Quante corse con gli amici. Una volta stavamo sulla stazione di Madonna dell'Arco, in cima alla salita, proprio di fronte al Santuario. Il "chirchio" prese velocità e non potetti più controllarlo. Entrò in chiesa. Io scappai di corsa. Quel "chirchio" fu un "chirchio" perso! Poi c'erano "e' friccill', o' strummol', e' catenell', e' ppallin', e' giocator' e l'uoss' 'e cresommal'" C'erano anche giochi senza giocattoli. "zachet, uno monta a luna, o schiaff', acchiappà, le belle statuine, regina reginella e a campana"! Poi c'era la fantasia. Tanta! I pantaloni corti, proteggevano poco le ginocchia. Le mie erano tutte spataccate. E poi spesse volte si andava scalzi, i miei non volevano. Però ci andavo lo stesso! Andavamo a giocare nel Lagno. I giochi seguivano un po le mode, i periodi! Il periodo dei friccilli, e tutti avevano i friccilli. Il periodo dei giocatori, e tutti avevano i giocatori Il periodo degli "strummoli", e tutti avevano gli "strummoli". Li coloravamo, li modificavamo. Per farli ruotare di più, sfilavamo la punta, e gli infilavamo dentro la cacca di galline o le mosche. E poi c'era lo "spaccastrummoli", far girare uno "strummolo" su di un altro, oppure far girare lo "strummolo" sulle mani. Insomma non mancava la fantasia e l'inventiva. A proposito di spaccare, un giorno mentre giocavo con mia sorella, con il "carruociolo" mi spaccai i denti davanti. Che pianto mi feci! E che dolore!!